Vai al contenuto
Ramettadi Nissoria
Giuria e partecipanti del concorso «Rametta Identitaria» in piedi dietro un tavolo con la tovaglia rossa e i piatti di ramette in gara

Il concorso «Rametta Identitaria»: dieci donne, una giuria alla cieca

11 ottobre 2026 · 3 min di lettura

Qual è la vera rametta? Fino a poco tempo fa, a Nissoria, la risposta cambiava da una famiglia all'altra. Ognuna aveva la sua versione, con piccole variazioni, profumi diversi e qualche segreto mai rivelato.

A dicembre 2025 il paese ha provato a rispondere in un modo semplice e onesto: mettere le ramette una accanto all'altra e farle assaggiare a chi non sapeva di chi fossero.

Dieci ramette di casa

Al concorso «Rametta Identitaria» hanno partecipato dieci donne di Nissoria. Ognuna ha portato la propria rametta, quella che fa a casa, con la ricetta di famiglia.

Le differenze tra una casa e l'altra le conosce chiunque sia cresciuto in paese. C'è chi aggiunge un pizzico di cannella e chi i chiodi di garofano, chi la vuole più morbida e chi più croccante. Il sapore che le unisce è quello delle mandorle tostate e della glassa al limone, con le palline di zucchero colorate.

Una giuria alla cieca

La valutazione era anonima. Le concorrenti erano identificate solo da un numero: la giuria assaggiava senza sapere di chi fosse la rametta nel piatto. Ogni rametta è stata giudicata su sei criteri:

  • Sapore
  • Profumo
  • Consistenza
  • Mangiabilità
  • Estetica
  • Commerciabilità

Gli ultimi due dicono molto. Una rametta deve essere buona, ma anche bella da vedere e adatta a farsi conoscere e vendere fuori da Nissoria.

A giudicare c'era una giuria di artigiani e dirigenti di CNA Enna:

  • Valentino Savoca, presidente provinciale CNA Enna
  • Silvio Gambino, vicepresidente provinciale CNA Enna
  • Ivana Bellino, pasticcera artigiana, Ivana's Cake Lab
  • Angelo Tirrito, panificatore storico di Enna, Associazione Panificatori CNA
  • Elio Marrano, presidente provinciale Giovani Imprenditori CNA

La classifica

Al primo posto, vincitrice del concorso, Ileana Castelli. Dopo di lei Agatina Campagna, Rosa Scionti Valenti e Rosalia Ciaramidaro.

Ma il concorso non serviva solo a fare una classifica. Serviva a mettere sul tavolo dieci ricette e capire cosa avessero in comune.

Dal concorso alla ricetta identitaria

Dopo il concorso le ricette di famiglia sono state raccolte e confrontate, fino ad arrivare alla ricetta identitaria della Rametta di Nissoria. È con questa ricetta che il Comune ha riconosciuto la Rametta come prodotto De.Co., a Denominazione Comunale.

La ricetta identitaria non cancella le varianti di famiglia. Ne raccoglie la storia e la trasforma in un patrimonio di tutto il paese. Le dosi restano custodite a Nissoria: non le trovi scritte qui. Quello che puoi fare è assaggiarla.

L'occasione è vicina. Il 17 e 18 ottobre 2026, alla seconda Sagra della Rametta, per la prima volta si assaggia la Rametta preparata secondo la ricetta condivisa. E domenica 18 alle 16:00, al Centro ANCeSCAO, c'è il laboratorio «Crea la tua Rametta», per vedere da vicino come nasce.

Per conoscere chi la prepara, c'è la pagina Le signore della Rametta. E se vuoi rivedere tutto dall'inizio, parti da com'è andata la prima sagra.

Il percorso De.Co.

Dalla prima sagra al concorso, fino al riconoscimento del Comune: tutte le tappe della Rametta De.Co.

Scopri il percorso